I DIALOGHI DI PALERMO MEDICA 2017: Un’ edizione da record

di Paolo Giarrusso – 

La 12° edizione del Convegno “Dialoghi di Palermo Medica” quest’anno ha evidenziato  numeri da record che ben difficilmente possono trovare uguali in convegni medici regionali.

E’ stata una edizione da record sotto tanti punti di vista:

1)  per la presenza di una  folta platea di partecipanti  dall’inizio alla fine della manifestazione (dalle 14 alle 20,30 del venerdi e dalle 8,30 alle 14 del sabato), anche quest’anno in overboking!

2) Per la presenza contemporaneamente di Medici giovani e medici meno giovani attenti ad interrogarsi di come una professione che sempre più diventa il solo  punto di riferimento per i cittadini-assistiti non solo per i problemi di salute  ma anche per le infinite pratiche burocratiche che opprimono  chi vuole riconosciuto un suo diritto, ma tanto quanto per  la quotidiana sfibrante conflittualità con gli altri attori del processo assistenziale ( medici specialisti ed ospedalieri  che  continuano a voler impunemente e ostinatamente  ignorare i loro obblighi d’ufficio  ribadite dalle normative nazionali e regionali  che li obbligano all’uso del ricettario SSN e della  conseguente personale  assunzione di responsabilità per gli atti medici da loro esercitati o della filiera organizzativa di alcune ASP siciliane che ostinatamente rifuggono ad un confronto costruttivo sulle problematiche della sanità territoriale rifugiandosi  ad operare  in un modo dirigistico proprio di una arcaico potere  feudale chiuso in se stesso  senza applicare diritti e doveri).

3) Futuro che  già, a mio modo di vedere è già iniziato per gli organizzatori del Congresso (FIMMG e SIMG Palermo) che da quest’anno hanno voluto abbattere il muro generazionale fra i medici dividendo  equamente i ruoli di visibilità  ( relatori, moderatori) fra i medici in attività e medici  all’inizio della professione o in formazione.

4) per la presenza di numerose personalità del mondo politico-Istituzionale (On. Giuseppe Lupo, Vicepresidente dell’ Assemblea Regionale Siciliana, On Teresa Piccione, componente della Commissione  famiglia ed  affari sociali della Camera dei Deputati), On Baldo Gucciardi,  Assessore alla Salute della Regione Siciliana, il Prof. Leoluca Orlando,  Sindaco di Palermo e dei palermitani,  il Prof. Salvatore Amato, Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di PalermoI  che hanno non solo hanno voluto portare il loro saluto  a tutti i partecipanti ma che hanno voluto anche sottolineare l’importanza  del medico di famiglia, del medico della persona  nell’attuale sempre più complessa realtà sociale. Una particolare menzione va rivolta all’ On Baldo Gucciardi che ha attentamente e lungamente  ascoltato le criticità rappresentate dalla professione nell’interesse dei cittadini. Esempio non comune di una sensibilità di cui altri avrebbero molto  da imparare.

5) la presenza delle massime autorità nazionali della medicina generale Alberto Oliveti, Presidente dell’ENPAM. Silvestro Scotti, Segretario Nazionale FIMMG, Claudio Cricelli, Presidente Nazionale SIMG hanno permesso di evidenziare il ruolo non più di Cenerentola della Sicilia nel contesto nazionale delle cure primarie. La relazione di Oliveti sull’Enpam ha permesso di fugare dubbi e timori sul nostro ente di previdenza evidenziando, conti alla mano, come la  gestione dell’attuale Consiglio di amministrazione non solo abbia posto fine a  pregresse storture ma garantisce e  rassicura i medici sul loro futuro pensionistico. Di grande spessore gli interventi di Cricelli e Scotti che hanno concluso i loro interventi con un finalmente ritrovato  “ ritorno al futuro” fra FIMMG e SIMG.

6) la presenza di numerose emittenti televise e di agenziedi stampa che hanno dato risalto all’evento

In conclusione  vogliamo considerare la presenza di tanti colleghi giovani e meno giovani, nuovi e vecchi,  come un premio personale agli esponenti della FIMMG e della SIMG palermitana che con trasparenza, abnegazione  e coerenza si fanno carico dei tanti problemi della categoria  per cercare di lasciare alle future generazioni  una professione degna di essere vissuta ed esercitata.

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