Su Avvenire Medico in uscita l’editoriale di Silvestro Scotti

Possiamo definire un elenco degli obiettivi che ci diamo per il 2018 e metterli in fila, in ordine di importanza.
Meno facile immaginare quali saranno i risultati del nostro impegno, su cui peseranno tante variabili a cominciare dall’esito dell’ormai prossimo confronto elettorale.
Al primo posto c’è certamente il rinnovo dell’ACN che, come ha ribadito anche l’ordine del giorno uscito dal nostro Consiglio Nazionale del 16 dicembre, deve puntare a un rimodellamento delle attività territoriali della Medicina Generale che superi rigidi schemi di applicazione che, peraltro in assenza di risorse, solo in poche aree del Paese hanno trovato attuazione.

È necessario affrontare il riposizionamento dell’assistenza primaria creando nuovi scenari di contrattazione che, oltre al tradizionale rapporto con le Regioni e il Ministero della Salute, aprano un tavolo di confronto serio e costruttivo anche con il Ministero del Lavoro e dell’Economia. Occorre, infatti, dare sostegno ai fattori produttivi e alla creazione di nuovi posti di lavoro per collaboratori di studio, infermieri e assistenti sanitari, ormai indispensabili per la presa in carico delle persone. È un tema che non si può rinviare se si vuole, come si dice da tempo, che fragilità, domiciliarità, cronicità e prevenzione trovino negli studi dei medici di famiglia una risposta efficace dal punto di vista clinico e una porta di ingresso necessaria per accedere ai livelli specialistici.

Indispensabile, sempre declinando appropriatezza e prossimità, sarà moltiplicare nei territori le esperienze di prestazioni di diagnostica clinica, anche in telemedicina, ormai facilmente accessibili, superando il meccanismo di pagamento a prestazione a favore di quello di presa in carico.
E tutto questo sarà possibile a partire da un positivo esito dei tavoli di confronto operativi, aperti ormai da mesi in AIFA, che dovrebbero riaffidare alla Medicina Generale il diritto/dovere di prescrivere farmaci di prima linea per la cura delle patologie a più alta prevalenza nella popolazione generale.

Sarà un anno che ci vedrà impegnati anche nel percorso di applicazione della legge Gelli e quindi i temi di responsabilità professionale e risk management saranno oggetto di attività di formazione e informazione.
Inoltre, dovremo vigilare affinché lo sviluppo di forme integrative di assistenza, con particolare riguardo al cosiddetto Welfare Aziendale, non si traduca in derive privatistiche volte a sostituire il nostro SSN più che a integrarne alcuni aspetti. Dobbiamo cioè ribadire che il medico di famiglia resti punto di riferimento anche per quei pazienti che potrebbero seguire percorsi di cura non più gestiti direttamente dal servizio sanitario nazionale.

Sarà un anno di sfide, un anno di duro confronto che potrà vederci impegnati anche in momenti di scontro duro, ma con un solo obiettivo: valorizzare una professione, la Medicina Generale, ormai ultimo baluardo al servizio di tutti cittadini italiani.

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